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La Vita è adesso


Da qui il crocifisso non si toglie

Ragione e Fede
venerdì, 13 novembre 2009

Chi mi legge da tempo sa che raramente recensisco i contenuti di altri blog. Io lo vedo come un difetto in quanto reputo impossibile per un solo essere umano riuscire ad affermare la Verità contro l'orda impazzita dei detrattori della Chiesa. Per questo motivo, oggi chiudo la settimana parlandovi di un blog che ho scoperto più o meno da una decina di giorni.

Per chi, come me, ha maturato una grande voglia di apologetica ma non ha le conoscenze e il substrato culturale adatto, il blog "Ragione e Fede" rappresenta una vera miniera d'oro e non sto scherzando.
Chiunque sa che internet, il mezzo di comunicazione libero per eccellenza, è per sua natura il terreno più fertile per la diffusione delle menzogne e dei luoghi comuni sul cattolicesimo e la Chiesa. Quante volte vi siete trovati in discussioni nelle quali l'ateo o il "cattolico adulto" di turno riusciva ad avere la meglio perché si appoggiava a luoghi comuni ritenuti ormai verità a causa della loro diffusione?
Leggendo "Ragione e Fede" potete farvi una bella dose di anticorpi.

Sapete, ad esempio, che è l'ateismo la causa dei più grandi orrori del '900? Quante volte vi siete lasciati dire che la fede è irrazionale o che nasce dalla paura della morte? Tutto falso: in molti sono giunti alla fede attraverso la ragione. A me è capitato di dover difendere pure la verità che Albert Einstein non fosse ateo. Ovviamente tutto questo è solo la punta dell'iceberg: sulla colonna di destra trovate decine di argomenti utili, alcuni dei quali comprendono anche una risposta alle obiezioni.


Non mi resta che auguravi e augurarmi "buona lettura!"
un'apparizione di Hayalel alle ore 15:27 | link | commenti (1) (moderati)
nella sfera celeste "comunicazioni celesti"

Giovanni e Romano: il crocifisso
giovedì, 12 novembre 2009

Una storia molto molto semplice raccontata da Joseph Weiler, docente di legge dell'università di New York, per il Sussidiario:

Giovanni e Romano sono due ragazzini dei giorni nostri che abitano nella stessa zona. Si vedono spesso al parco e giocano tra di loro. Un giorno Giovanni invita Romano a casa, passano il pomeriggio insieme e a un certo punto, in salotto, Romano vede qualcosa di nuovo e chiede: “Cos’è quella cosa lì?â€; e Giovanni dice a Romano che è un crocefisso, e poi con i genitori gli spiega che cosa rappresenta.

Romano torna a casa e, prima di andare a letto, chiede alla mamma: “Mamma, lo sai cos’è il crocefisso?â€, “Certo che lo soâ€, “Lo sai che Giovanni ce l’ha? Ha il crocefisso appeso in sala. Perché noi non lo abbiamo?â€, e la mamma lo tranquillizza, gli dice che sa cos’è il crocefisso, e gli spiega che però loro sono una famiglia laica, che hanno determinati valori ma che non sono cristiani, e che quindi non tengono un crocefisso appeso in casa.

Poi, dopo una settimana, Giovanni è invitato da Romano a fare merenda a casa. A un certo punto Giovanni gli dice: “In casa tua non c’è il crocefisso, perché?â€. E Romano, che si ricorda della chiacchierata con la mamma, gli spiega che la sua famiglia è laica, che hanno dei valori ma non credono in Gesù. Giovanni, anche lui colpito dalla novità, torna a casa e racconta tutto alla mamma, ne parlano insieme.

Senza isterismi, senza scene apocalittiche, i due bambini, da amici, si scoprono l’un l’altro. Questo è un racconto tipo di una situazione che chissà quante volte è già successa tra i ragazzini italiani. I due crescono insieme, non solo si tollerano, ma sono proprio amici, e le famiglie cominciano a conoscersi, pur nella loro differenza.

Poi bisogna andare a scuola. E in aula c’è il crocefisso. Romano torna a casa e dice: “Mamma, a scuola c’è il crocefisso come a casa di Giovanni: quindi hanno ragione loro?â€. Qui, per una società plurale, si pone un problema. Ma questo problema si risolve levando il crocefisso dalla scuola?

Riprendiamo la storia da dove l’avevamo lasciata, e cambiamo il finale: questa volta è Giovanni che va a scuola e vede le mura senza crocefisso. Torna a casa e dice: “Mamma, sai che a scuola non c’è il crocefisso? Quindi ha ragione Romano?â€.

La questione vista prima, perciò, se si leva il crocefisso, non è affatto risolta: rispetto alla situazione precedente sarà semplicemente Giovanni, e non Romano, ad avvertire un problema. Anche la parete bianca è espressione di un certo modo di vedere la realtà.

I simboli sono importanti, permettono di identificare fatti e tradizioni secolari. Siamo sicuri che non ne vogliamo avere nel luogo che si occupa dell’educazione dei nostri figli, proprio nel posto in cui le cose prendono un senso?

Non è vero che la parete bianca è la soluzione migliore. Piuttosto, sarebbe bene cominciare a immaginare nuove soluzioni al problema, perché l’idea della parete bianca non è neutrale, è molto vecchia, e non risolverebbe nulla. Piuttosto, chi ha a cuore questa questione, e tra costoro i laici, dovrebbero cominciare a interrogarsi anche su quali simboli vorrebbero vedere nelle scuole, e non solo su quali non vorrebbero.


Letture consigliate
no allo Stato neutro che nega le identità
un'apparizione di Hayalel alle ore 15:14 | link | commenti (9) (moderati)
nella sfera celeste "paraboloidi"

Chiudiamo in bellezza
mercoledì, 11 novembre 2009

Tutta quella storiaccia sul crocifisso con gli uaarini da battaglia impiegati nei loro dispettucci alla fine ha migliorato la situazione. Molta gente che prima era tiepidamente nascosta nell'ombra, ora si alza per difendere un oggetto che non è semplicemente un simbolo, ma la causa suprema del bene nel mondo.
Lo possiamo leggere qui, qui, qui, qui e qui.

Non sarebbe stato meglio cercare di convincere la gente con argomentazioni all'altezza piuttosto che intraprendere battaglie legali persecutorie? Se i signori dell'UAAR avessero delle tesi così convincenti, corrette e credibili avrebbero ottenuto molto di più esponendole. Poiché le loro pretese, da un lato ideologiche, dall'altro impraticabili, non sono mai state all'altezza, si sono dedicati alle battaglie legali in terreno "amico" (la malata Europa laicista di Zapatero e del trattato di Lisbona).
Eppure dovrebbero saperlo che con queste maniere violente si ottiene tutto l'opposto di quanto si desidera. Proprio con il cristianesimo, che da ogni persecuzione è uscito più forte di prima dovevano aspettarselo che le loro azioni sarebbero tornate indietro come un boomerang.

Grazie a Dio.

un'apparizione di Hayalel alle ore 15:14 | link | commenti (3) (moderati)
nella sfera celeste "laicisti"

I cattolici e gli infermi
martedì, 10 novembre 2009

Come possiamo leggere dalle cronache odierne, c'è un gruppo di malati di SLA (Sclerosi Laterale Amiotrofica) che sta svolgendo uno sciopero della fame per ottenere l'assistenza domiciliare.

La sclerosi laterale amiotrofica è una malattia del sistema nervoso che interrompe lentamente le comunicazioni del cervello con tutto il resto del corpo fino a paralizzarlo e a compromettere alcune funzioni vitali come la respirazione. Chi viene colpito da questa malattia rimane perfettamente cosciente, ma richiede sempre di più l'intervento di qualcuno che lo assista, otre alla strumentazione medica della quale necessita per vivere.

Da sempre, il mondo cattolico si è dato un gran da fare per alleviare le sofferenze del prossimo. Un esercito silenzioso di uomini e donne che hanno allestito centri medici e associazioni umanitarie sacrificando sé stessi per alleviare le sofferenze dei loro fratelli meno fortunati. Non a caso, in questo periodo di violenza contro la croce, è stato fatto anche il nome della "croce rossa", esplicito riferimento alla "causa scatenante" (Cristo) di una forte carità verso gli infermi.

Nonostante queste silenziose attività delle quali nessuno parla perché ritenute da tutti scontate e dovute, il mondo laicista non si arrende e fa, ancora una volta uso del suo caratteristico filtro ideologico per avanzare accuse alla cristianità. Poiché i cristiani si battono contro l'aborto e l'eutanasia, i laicisti non hanno perso tempo e hanno associato la protesta di cui sopra ad una canzonatura che suona più o meno così: «I cattolici si battono per lasciarli in vita e ora li fanno pure vivere nel dolore».

Innanzitutto l'errore alla base di tale improponibile affermazione è l'ignoranza, voluta o accidentale, sulle associazioni cattoliche che si occupano silenziosamente di malati di SLA. Se ne trovano almeno quattro nei primi righi di questo articolo de Il Mascellaro per non parlare della Caritas e senza dimenticarci delle suore misericordine che hanno accudito Eluana Englaro fino a quando è stata loro portata via. Non solo associazioni ma anche singoli che impiegano anima e corpo in opere di misericordia.
Una grande ignoranza, dunque. Se si vive di stereotipi credendo, in modo del tutto folle, che i cattolici siano criminali si finisce per mentire o per emettere giudizi palesemente infondati.

Ora, non vorrei pensare troppo male ma, potrebbe esserci anche la possibilità che la protesta stessa sia una qualche bieca manovra. Proprio come nel caso del misterioso picco di violenze agli omosessuali a pochi giorni dal dibattito sulla legge Concia... Sarei portato a pensare che i militanti di certe associazioni per l'eutanasia, non ottenendo rapidamente il loro scopo nazista, abbiano strumentalizzato quei poveri malati sofferenti per i loro biechi scopi. Grazie a Dio, qui siamo nel campo delle ipotesi.

Purtroppo, chi si è sempre dato da fare con i più deboli è oggi costretto a dimostrare continuamente la propria buona attività, martirizzato dai servi del mostro ideologico e insultato a causa del suo impegno contro le vergogne morali di questo secolo. Sembra assolutamente assurdo che ciò debba avvenire ma, come ci insegna la storia, al tramonto di una mentalità perversa contro la Chiesa e contro la morale si scopre sempre che sarebbe stato meglio ascoltare i cattolici e non osteggiarli.

un'apparizione di Hayalel alle ore 17:05 | link | commenti (2) (moderati)
nella sfera celeste "storpiature, falsi galattici"

Il nuovo muro
lunedì, 09 novembre 2009

Sono passati ormai venti lunghi anni da quando quel muro è stato abbattuto. Era stato eretto per dividere, per chiudere la propria gente entro un recinto come se fossero bestiame ed impedirne così la fuga. L'ideologia, l'ideologia comunista ha fatto anche questo.

L'evento eclatante non ha ucciso il mostro: esso aleggia ancora, sotto diverse sembianze, nella mente e nelle coscienze di ignari individui. Sarà caduto un muro di cemento, ma è rimasto perfettamente in piedi un muro ideologico ben più spesso ed eretto da esseri privi di scrupoli, sempre pronti a sottrarre l'umanità agli esseri umani. Questo muro immorale ha causato quanto c'è stato di più malvagio su questa terra.

Il mostro che lo edifica, dicevamo, non è morto, non muore mai sul serio: cambia nome, cambia aspetto, cambiano i ricchi premi promessi in cambio di devozione, ma resta sempre lo stesso mostro. Che lo si chiami Nazismo, Comunismo o Rivoluzione, la sostanza non cambia: quel mostro vuole rendere l'uomo disumano, vuole la vittoria del vizio sulla virtù. Oggi quel mostro ha anche imparato a non farsi dare alcun appellativo in modo che non lo si riconosca come ideologia. Ha imparato a spacciarsi per pensiero individuale quando chi ancora non ha ceduto alle sue lusinghe osserva stupito che i suoi sudditi sono tutti uguali; stesse idee, stessi modi di fare, stesse risposte preconfezionate.

Il mostro muratore è scaltro, ma ha sempre trovato un opponente di tutto rispetto che si è sempre schierato a favore della vita e a favore del valore umano degli individui. Ogni volta che un'ideologia prendeva piede, gli unici che si opponevano, gli unici che osavano andare controcorrente erano i cristiani e ogni volta, crollata l'ideologia, hanno avuto ragione. Per fare un esempio:

“Essendo un amante della libertà, quando avvenne la rivoluzione in Germania, guardai con fiducia alle università sapendo che queste si erano sempre vantate della loro devozione alla causa della verità. Ma le università vennero zittite. Allora guardai ai grandi editori dei quotidiani che in ardenti editoriali proclamavano il loro amore per la libertà. Ma anche loro, come le università vennero ridotti al silenzio, soffocati nell'arco di poche settimane. Solo la Chiesa rimase ferma in piedi a sbarrare la strada alle campagne di Hitler per sopprimere la verità. Io non ho mai provato nessun interesse particolare per la Chiesa prima, ma ora provo nei suoi confronti grande affetto e ammirazione, perché la Chiesa da sola ha avuto il coraggio e l'ostinazione per sostenere la verità intellettuale e la libertà morale. Devo confessare che ciò che io una volta disprezzavo, ora lodo incondizionatamenteâ€
Dichiarazione di Albert Einstein pubblicata da Time magazine, 23 dicembre 1940, pag.40

Veniamo al presente. La Chiesa non tace di fronte all'eugenetica, all'aborto, all'eutanasia, alle coppie di fatto. Temi di una nuova ideologia furbescamente privata di un senso di appartenenza affinché non si possa riconoscerla facilmente. Da essa ottenebrati, centinaia di persone vi aderiscono senza nemmeno rendersene conto, talmente ingannati da credere di aver formulato tali cruenti pensieri indipendentemente; talmente accecati da credere che sia la ragione a guidarli a tali conclusioni mentre è proprio la ragione a condurre verso Dio. Anche oggi il muro permane. È un muro che impedisce di ascoltare chi si oppone all'ideologia che prende piede, un muro che riesce anche a distorcere la realtà rendendo assolutamente inattendibile chi si trova all'esterno.

Come la goccia d'acqua che scava la roccia, la voce di chi non condivide le mode ideologiche del momento, scava una voragine sul muro ideologico.

un'apparizione di Hayalel alle ore 16:01 | link | commenti (7) (moderati)
nella sfera celeste "eresie moderne"

E chi se le ricorda più
venerdì, 06 novembre 2009

Ricordate quale immane polverone di indignazioni ed accuse di xenofobia aveva suscitato il pacchetto sicurezza?
Uno dei "pericoli" maggiori, secondo i soliti sinistrorsi attacca-tutto, sarebbero state le ronde. Come dissi all'epoca, sono rimasto ad osservare la situazione ed oggi, a distanza di diversi mesi, posso affermare con tranquillità che tutti gli allarmismi sollevati erano infondati.

Lo racconta Il Mascellaro:

Doveva essere deriva squadrista, resurrezione neofascista, impazzimento becero-nordista, moltiplicazione di aggressività, deflagrazione di rivalità, emersione dell’energumeno sommerso, scontro cruento tra guardie e ladri e tra guardie vere e guardie finte.

Doveva succedere tutto questo, secondo i nemici del cosiddetto “codice ronde†firmato lo scorso agosto dal ministro dell’Interno Roberto Maroni. Vedrete, diceva la propaganda antipattuglie “fai da teâ€, succederà come a Massa – ronde rosse contro ronde nere che si fronteggiano sotto casa. Meno male che è un flop, dicono oggi i detrattori di ieri, assai soddisfatti. Ma è proprio quel flop a inchiodarli: se le folle, sorde al paventato impeto squadrista, non sono accorse a farsi esercito volontario per la sicurezza, e se le richieste di regolarizzazione sono appena sei, non sarà che l’impeto squadrista era più che altro un fantasma aleggiante nella testa dei detrattori di ronda? Non sarà che il paese, più che pullulare di potenziali mostri in pettorina e walkie-talkie, pullula di gente che semplicemente se ne frega?

[...]

le ronde sono talmente poco ronde (nell’accezione negativa del termine) da non racimolare abbastanza rondisti. Intanto la sinistra, tradizionalmente nemica di armi e divise, continuava a invocare armi e divise (“più fondi alle forze di poliziaâ€) con l’intento di regalare applausi alla fine di un’emergenza ronda inesistente.

Purtroppo nell'allarmismo ingiustificato ci siamo cascati tutti. Grazie ai signori che invece di fare informazione fanno propaganda politica contro l'avversario. Se allora dobbiamo imparare qualcosa dalla storia, impariamo a non fidarci di certi individui legati o vicini a certi partiti che non fanno altro che attaccare questo o quello senza curarsi degli innocenti che mettono in mezzo (cristiani, bambini, disabili, famiglia e via discorrendo)

un'apparizione di Hayalel alle ore 16:38 | link | commenti (2) (moderati)
nella sfera celeste "storpiature"

L'Europa e i diritti
giovedì, 05 novembre 2009

L'ultimo birillo è caduto, il trattato di Lisbona ha fatto strike!.
Cos'è il Trattato di Lisbona e perché non è condivisibile?
  1. Perché non vi è menzione alcuna né alcun riconoscimento delle radici Cristiane dell'Europa. Prima del Cristianesimo l'unica cosa che si potesse lontanamente avvicinare al concetto di "Europa" era l'impero romano che, come sappiamo, si estendeva in ben altri territori e che certamente non copriva l'intera regione geografica che oggi chiamiamo "Europa". Tutto ciò che viene dopo, dal Sacro Romano Impero, alle nazioni definite "cattolicissime" il cristianesimo è stato fondamentale. La stragrande maggioranza dei diritti che oggi consideriamo inalienabili sono di origine cristiana
  2. Perché il testo è fumoso e dispersivo, tratta temi di portata immane con articoli troppo brevi e generici passibili di libere interpretazioni. A lungo andare potrebbe creare un sistema anarchico piuttosto che un regolamento condivisibile. Un testo del genere NON PUÒ prevalere sulla legge, ben più imponente, complessa e completa, di un paese come l'Italia.
  3. Perché rende giuridicamente vincolante la Carta dei diritti fondamentali che comprende alcuni articoli (ovviamente vaghi) contro la morale e rischia, per effetto del punto 2, di generare una pioggia di sentenze cattofobiche contro chiunque dissenta dal ritenere moralmente discutibili gli orientamenti sessuali.
    È il caso dell'articolo 21 comma 1 della Carta dei diritti fondamentali. A pagina 13 si può leggere:

    È vietata qualsiasi forma di discriminazione fondata, in particolare, sul sesso, la razza, il colore della pelle o l’origine etnica o sociale, le caratteristiche genetiche, la lingua, la religione o le convinzioni personali, le opinioni politiche o di qualsiasi altra natura, l’appartenenza ad una minoranza nazionale, il patrimonio, la nascita, gli handicap, l'età o le tendenze sessuali.

    Quindi un negazionista della Shoah non può essere discriminato per la sua convinzione personale che essa non sia mai esistita?
    Dire a qualcuno che certe pratiche sessuali che esegue sono volgari e indegne per un essere umano diverrà discriminazione?
Questa Europa, punta dal pungiglione laicista si sta basando sul nulla e sappiamo bene che le case costruite sulla sabbia sono destinate a crollare, diversamente dalla casa costruita sulla roccia, la roccia di quel Cristianesimo che ha salvato il mondo.


Ascoltate l'interessantissimo intervento di Giorgio Salina su Radioformigoni
un'apparizione di Hayalel alle ore 16:48 | link | commenti (moderati)
nella sfera celeste "politica"

Importazione dei comportamenti
mercoledì, 04 novembre 2009

Chi ha fatto un po' di mente locale sulla storia dell'Europa e dell'Italia, sa che spesso e volentieri tutto ciò che accade dalle nostre parti non è alto che una replica, su piccola scala e rivisitata in maniera molto personale, di cose accadute negli Stati Uniti d'America.
Noi non importiamo solo oggetti dagli USA, Facciamo nostri usi e costumi, come halloween, o anche svolte epocali, come il risorgimento, avvenuto sulla scia dell'indipendenza Americana.

Dagli USA abbiamo importato anche lo spregiudicato attivismo Gay, ma ora si sta invertendo la tendenza e proprio il popolo degli Stati Uniti boccia le unioni Gay. Come possiamo leggere su l'Unità, ad esempio:

Nozze Gay/ Usa, il Maine le boccia per referendum Portland, 4 nov. (Ap) - A margine del voto locale negli Stati Uniti, le urne del Maine hanno inflitto una seria sconfitta al movimento per i diritti gay [...]. Per referendum, gli elettori hanno bocciato la legge che avrebbe consentito le nozze fra omosessuali (con l'87% dei collegi scrutinati, il 53% degli elettori ha detto "no").

Adesso le nozze fra gay hanno perso in ognuno dei 31 Stati in cui sono state sottoposte all'approvazione popolare. Quella del Maine però è una battuta d'arresto davvero sconfortante. [...] si votava per ammettere le nozze, in uno Stato tradizionalmente poco estremista e indipendente, nel New England, la parte degli Stati Uniti più favorevole ai diritti degli omosessuali.

[...]

Le nozze gay sono legali in 5 Stati dell'Unione, sempre approvate per legge o tramite una sentenza della Corte Suprema dello Stato. Gli Stati sono il Massachusetts (dal 2004), il Vermont, il New Hampshire, il Connecticut e lo Iowa.

È ovvio che qui in Italia la notizia sia passata in secondo piano, pubblicizzata con tristezza solo da alcuni attivisti gay. Da noi, una notizia del genere agevolerebbe l'inversione di tendenza. È per questo motivo che se ne deve parlare.
Volenti o nolenti, nel bene e nel male, gli Stati Uniti d'America rappresentano il punto di partenza per le mode di tutto il mondo. Allora è bene sperare nella redenzione dei nostri amici oltreoceano affinché, per importazione, possa esserci un'inversione di tendenza anche qui da noi.

un'apparizione di Hayalel alle ore 15:52 | link | commenti (moderati)
nella sfera celeste "politica, sessualità"

Da qui il crocifisso NON si toglie
martedì, 03 novembre 2009

Qualche tempo fa avevo pubblicato un post che si addice perfettamente alla notizia del giorno: la corte europea dei "diritti" dell'uomo, che ci si creda oppure no, ha sentenziato che il crocifisso sarebbe "una violazione dei genitori ad educare i figli secondo le loro convinzioni" e una violazione alla "libertà di religione degli alunni".

Innanzitutto si può leggere l'originale sul sito della corte europea senza i "filtri oculari" della stampa italiana:

The presence of the crucifix – which it was impossible not to notice in the classrooms – could easily be interpreted by pupils of all ages as a religious sign and they would feel that they were being educated in a school environment bearing the stamp of a given religion. This could be encouraging for religious pupils, but also disturbing for pupils who practised other religions or were atheists, particularly if they belonged to religious minorities.

Traduzione:
La presenza del crocifisso- che era impossibile non notare nelle classi - poteva benissimo essere interpretata dagli studenti di tutte le età come un segno religioso e avrebbero potuto sentirsi educati in un ambiente scolastico che aveva il marchio di una data religione. Questo potrebbe essere incoraggiante per gli studenti religiosi, ma anche di disturbo per gli studenti che praticavano altre religioni o erano atei, in particolare se appartenevano a minoranze religiose.

Queste parole rappresentano una violazione assai più grande per il diritto di ogni studente a professare la propria religione e il diritto di un genitore a trasmettere al figlio il senso religioso, che è una peculiarità pubblica e non privata. Perché?
  1. In un ambito laico come la scuola, quindi al di là di ogni significato religioso, svolge "una funzione simbolica altamente educativa, a prescindere dalla religione professata dagli alunni". Si tratta infatti di un simbolo idoneo ad esprimere l' elevato fondamento dei valori civili (tolleranza, rispetto reciproco, valorizzazione della persona, affermazione dei suoi diritti, etc) che hanno un'origine religiosa e che sono poi i valori che delineano la laicita' nell'attuale ordinamento dello Stato.
  2. Gli alunni di una classe hanno diritto ad una rappresentanza religiosa perché lo stato non è uno stato ateo e la religione fa parte della vita pubblica di un essere umano. Allora, se lo stato è davvero laico, in un'aula frequentata da cristiani, buddisti, islamici, ebraici e atei devono trovarsi i simboli di ciascuna delle loro religioni. Se l'ateo non crede in nulla non viene aggiunto nulla e lui potrà continuare a pensare che gli altri simboli siano messi lì come decorazione.
  3. L'idea che un simbolo religioso possa turbare qualcuno è priva di senso. Non è un oltraggio al pudore o alla morale, tutt'altro; non trasporta messaggi d'odio; non costituisce alcuna forma di costrizione né al credo né al rito.
    Non stiamo parlando di una svastica appesa in una classe frequentata da ebrei. In quel caso sarebbe inopportuna perché il simbolo richiama all'odio ideologico e alla violenza antisemita. Nel caso del crocifisso invece, si ricorda tutto sommato un gesto eroico di Uno che si è fatto ammazzare perché voleva che ci trattassimo da uomini e non da animali.
  4. I genitori debbono insegnare che la provenienza di tutti i valori civili e morali non è dovuta al caso né alla legge del più forte, né al quieto vivere, né al tornaconto personale. Se la scuola è dunque un'estensione dell'educazione che un genitore può dare al proprio figlio, tale insegnamento deve essere proposto dalla scuola.
  5. Un organo che non è un'istituzione dell'Unione Europea e che non è stato democraticamente eletto dal popolo non dovrebbe obbligare uno stato straniero a praticare mutamenti così radicali per via del ricorso di un singolo. Per cose del genere esiste un parlamento e un popolo elettore.
  6. Imporre l'esclusione del simbolo religioso ad uno stato è un atto di razzismo antireligioso che mira all'esclusione e non all'inclusione cioè tende a cancellare tutto ciò che non è gradito piuttosto che aggiungere fattori culturali.
  7. L'emblema della nostra speciale alleanza". Chiesa e Stato, scandisce, procedono a forze congiunte. Chiedere di togliere il segno cristiano, sarebbe come mettere in dubbio il patto. No. "Non bisogna vergognarsi del vessillo cattolico!"
A prescindere dalle ragioni più o meno condivisibili della permanenza del crocifisso in classe, come in altri luoghi, è da sottolineare che ci sono peculiarità tipiche di uno stato che non possono essere cancellate in nome di nessuna ideologia.

un'apparizione di Hayalel alle ore 17:10 | link | commenti (6) (moderati)
nella sfera celeste "laicisti"

Tutti i Santi
domenica, 01 novembre 2009

Guardare a coloro che ci hanno preceduto nel cammino della fede, riempie i nostri cuori di gioia (Ant. d'inizio). E la gioia di chi, dopo essere passato attraverso la grande tribolazione e aver «lavato le loro vesti, rendendole candide nel sangue dell'Agnello» (1a lettu­ra), si trova a contemplare il volto di Dio. E la felicità dei santi che, dopo aver trascorso il pellegrinaggio della vita alla ricerca della conformità con Cristo in terra, sperimentano ciò che Giovanni af­ferma: «Saremo simili a lui, perché lo vedremo così come egli è» (2a lettura).
Questa gioia inizia già qui e ora e nasce dalla progressiva presa di coscienza della nostra identità: «Fin d'ora siamo figli di Dio». Es­sere e divenire figli di Dio costituisce la nostra vocazione. I santi ci indicano la strada per realizzarla: assecondare la grazia che ci puri­fica e ci prepara alla manifestazione di quella somiglianzà con il Si­gnore, che ora vediamo solo in modo confuso e che sarà completa nell'eternità.

Alla scuola dei maestri e pedagoghi dell'amore, i santi
L'esperienza dei santi ci insegna che la santità non è il frutto dello sforzo umano che tenta di raggiungere Dio con le sue forze, ma è dono dell'amore di Dio e risposta dell'uomo all'iniziativa divina.
Puntare all'essenziale: è questa speranza che ci purifica gli occhi del cuore e ci introduce nella visione di Dio già da ora. San France­sco d'Assisi diceva che «veramente puri di cuore sono coloro che non cessano mai di adorare e vedere il Signore Dio, vivo e vero con cuore ed animo puro».
È il Signore Gesù che ci indica la via per la quale si arriva a lui: cambiare mentalità per assumere la sua, avvicinarsi a lui come veri discepoli che desiderano essere ammaestrati dalla sua Parola.

La chiamata alla santità
Ogni uomo è chiamato alla santità: questa non è solo una pos­sibilità ma una realtà già in atto, anche se in germe: noi, che nel battesimo abbiamo ricevuto lo Spirito dei figli di Dio e siamo stati innestati in Cristo, siamo già santi, abbiamo cioè tutte le possibilità per godere della pienezza di vita nella comunione con il Padre, at­traverso il Figlio, nello Spirito.
Questa straordinaria vocazione non è ancora vissuta pienamen­te, per questo dobbiamo renderci disponibili allo Spirito del Signo­re che agisce nella nostra vita per santificarci.
La santità cristiana appare come partecipazione alla vita di Dio, che si attua con i mezzi che la Chiesa ci offre, la preghiera e i sacra­menti: essi operano in noi questa lenta e progressiva trasformazio­ne. «E però anche evidente che i percorsi della santità sono perso­nali, ed esigono una vera e propria pedagogia della santità, che sia capace di adattarsi ai ritmi delle singole persone. Essa dovrà inte­grare le ricchezze della proposta rivolta a tutti con le forme tradi­zionali di aiuto personale e di gruppo» (NMI).
Dobbiamo guardare ai santi come a fratelli che camminano da­vanti a noi e ci indicano la via e la modalità per divenire «santi co­me il Signore è santo».

un'apparizione di Hayalel alle ore 10:59 | link | commenti (1) (moderati)
nella sfera celeste "messalino"


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